Andrea Carlino: “Sulle cattedre vacanti è il solito caos, ma per Orizzonte Scuola il vero mondiale scatta a luglio”

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Redazione

Il bilancio della maturità 2026 e le riforme in arrivo: l’analisi del sistema scolastico

Con la conclusione degli esami di stato si chiude un ciclo cruciale per migliaia di studenti. Questo traguardo apre la fase dei bilanci per l’intero sistema d’istruzione nazionale. La fine delle lezioni e della maturità 2026 rappresenta il momento ideale per delineare i nodi strutturali che la scuola affronterà alla ripresa autunnale. Durante l’ultima puntata di Newzgen, la redazione ha ospitato Andrea Carlino, nota firma del portale Orizzonte Scuola. L’esperto analizza l’andamento delle prove, le novità del Ministero dell’Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara e le imminenti riforme dei programmi didattici previste per il 2027.

Una maturità senza polemiche ma dal passo stanco

Che esame di maturità è stato quest’anno?

Dal punto di vista del Ministero l’obiettivo appare raggiunto. L’esame è filato liscio e la struttura non ha registrato le accese polemiche degli anni passati. Le uniche discussioni hanno riguardato la scelta dei testi della prova ordinaria di giugno. I commissari hanno inserito quasi esclusivamente autori uomini. Sotto il profilo normativo, le modifiche approvate lo scorso autunno prevedono la bocciatura immediata per chi fa scena muta all’orale. Questo provvedimento ha silenziato il dissenso. Tuttavia, la maturità mostra un passo stanco. I promossi con 100 e lode restano sempre tantissimi. Questo trend trasforma la prova nella pura conclusione di un ciclo, piuttosto che in un esame selettivo.

Esistono differenze sostanziali tra i temi della sessione ordinaria e quelli delle prove suppletive?

Spesso le prove suppletive passano in secondo piano. Tuttavia, se analizziamo i testi proposti emergono spunti persino più interessanti e completi rispetto alla sessione di giugno. Nelle tracce suppletive il Ministero ha inserito autori di grandissimo rilievo come Primo Levi, Oriana Fallaci e Umberto Eco. Personalmente, se avessi dovuto scegliere, avrei preferito confrontarmi con i testi e le tematiche della sessione suppletiva. Per quanto riguarda il fenomeno del “toto-tracce” che impazza sul web prima degli esami, riteniamo che si tratti di un puro esercizio stilistico che ogni anno fa un buco nell’acqua. Gli esperti dovrebbero finalmente sgomberare il campo da questa abitudine.

La riforma dei programmi 2027 e il ritorno ai libri cartacei

Quali sono le linee guida del Ministero per la revisione delle indicazioni nazionali e dei licei?

Il governo vuole imprimere un’impronta identitaria e ben definita ai programmi scolastici. L’esecutivo ha già modificato le linee guida per il primo ciclo, dall’infanzia alle scuole medie. Ora l’obiettivo per il 2027 prevede un intervento profondo sui licei. Il Ministero mira a superare la storica dicotomia tra licei e istituti tecnici. L’idea vuole allineare la scuola agli standard europei e alle richieste del mercato del lavoro.

È vero che si sta delineando un ritorno alla carta stampata nel primo biennio delle superiori?

Sì, la commissione ministeriale guidata dalla professoressa Loredana Perla spinge per introdurre l’obbligo di lettura di libri cartacei nel primo biennio. Su questo punto, sono d’accordo. La scelta non rappresenta un nostalgico ritorno al passato e non vuole demonizzare le tecnologie online. Al contrario, parliamo di una misura necessaria per contrastare la frammentazione della concentrazione che la deriva digitale causa. Creare spazi dedicati alla carta e alla penna risulta fondamentale per la struttura cognitiva degli studenti. All’interno di questa riforma, la commissione ha confermato i Promessi Sposi, dopo un acceso dibattito. Per la filosofia, invece, si tornerà a uno studio rigorosamente cronologico per valorizzare la centralità del pensiero occidentale.

Il confronto col passato: la scuola nel 2006

I maturandi di quest’anno non erano ancora nati nel 2006; che tipo di scuola era quella di vent’anni fa?

Quella scuola costituiva un’istituzione priva di registro elettronico e di intelligenza artificiale. In quel periodo la tecnologia aveva un peso e un’incidenza radicalmente diversi nella quotidianità didattica. Non voglio stabilire se fosse un sistema più o meno severo, ma indubbiamente i canali di comunicazione funzionavano in modo differente. Spesso gli osservatori discutono della deriva del permessivismo moderno e dell’eccessiva intromissione dei genitori nelle decisioni dei docenti. L’ingerenza familiare esisteva anche allora, ma oggi ha assunto forme diverse. Ritengo corretto che l’amministrazione ponga un freno a queste derive. Tuttavia, vivo la situazione dall’altro lato della barricata come genitore e capisco perfettamente la complessità della gestione quotidiana dei figli.

L’emergenza precariato e il “mondiale” delle 150 preferenze

Settembre si avvicina: dobbiamo attenderci il consueto caos legato alle assunzioni dei docenti?

Certamente, ogni testata giornalistica ha già pronto lo stesso articolo dell’anno precedente, in cui cambiano soltanto i numeri. La realtà parla di oltre 100.000 cattedre a tempo determinato che gli uffici assegneranno a personale precario. Si registrano inoltre circa 80.000 posti vacanti complessivi tra docenti e personale ATA (ausiliario, tecnico e amministrativo). Il Ministero ha convocato i sindacati, ma l’economia non ha ancora vidimato il numero esatto delle immissioni in ruolo autorizzate per il prossimo anno scolastico. La macchina organizzativa degli uffici territoriali si sta comunque muovendo per gestire l’assegnazione dei contratti.

Quali sono le scadenze più calde per i docenti precari durante i mesi estivi?

Il momento più cruciale scatta a metà luglio. Il 16 del mese parte quella che nella comunità di Orizzonte Scuola definiamo una sorta di “mondiale” della scuola, ovvero l’apertura delle istanze per l’inserimento delle 150 preferenze. Migliaia di aspiranti docenti avranno due settimane di tempo per scegliere le sedi scolastiche per gli incarichi a tempo determinato. Questo adempimento rende l’estate il periodo più caldo per l’informazione di settore. Mentre i ragazzi si godono il meritato riposo, gli uffici e le piattaforme telematiche lavoreranno a pieno ritmo. Questo sforzo serve a garantire il regolare avvio delle lezioni a settembre.