Samuele Di Fresco: “I nostri server sono esplosi, non ci aspettavamo questo boom per il Fanta Temptation Island”

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Redazione

“Nato per gioco, oggi è community e analisi relazionale”: Samuele Di Fresco lancia il Fanta Temptation Island

Se il FantaSanremo ha sdoganato i fanta-game legati ai grandi eventi dello spettacolo, il fenomeno televisivo dell’estate non poteva certo rimanere escluso. Parliamo di Temptation Island, lo show dei record di ascolti che quest’anno ha ispirato una vera e propria versione “Fanta”. Durante la trasmissione Newzgen, Samuele Di Fresco – ideatore del progetto – ha raccontato la nascita dell’applicazione, il successo travolgente che ha fatto letteralmente “esplodere” i server e l’evoluzione culturale di un programma televisivo che ormai viene analizzato anche sotto il profilo psicologico.

Dall’ironia trash all’analisi psicologica di coppia

Samuele, come è nata l’idea di lanciare un fanta-game dedicato proprio a Temptation Island?

Tutto è partito dall’osservazione del successo del FantaSanremo e dei fanta-game in generale, ormai applicati a qualsiasi format, da Masterchef ad Amici. Seguendo personalmente lo show, ho capito che mancava un tassello fondamentale. Insieme ai miei collaboratori siamo partiti da una riflessione: le dinamiche di Temptation Island rispecchiano fedelmente ciò che ognuno di noi vive o ha vissuto nella propria vita relazionale. Parliamo di amore, gelosia, tradimento. Abbiamo quindi creato un format non solo per divertimento, ma anche per fare divulgazione seria. All’interno della nostra applicazione collabora infatti una psicologa professionista, che analizza in termini generici e senza giudicare i concorrenti le dinamiche di coppia e le tematiche relazionali che emergono durante le puntate.

Negli ultimi anni sembra esserci stata una forte maturazione del pubblico: si parla apertamente di “red flag” e comportamenti tossici. Pensi che il programma stia superando l’etichetta di show puramente trash?

R: Assolutamente sì, c’è stata una vera e propria evoluzione nel modo di fruire la trasmissione. All’inizio ci si collegava soprattutto per ridere delle litigate, ma oggi le persone usano questi comportamenti come specchio della propria vita. Recentemente è emersa persino la proposta di un insegnante di portare le dinamiche dello show nelle scuole per analizzare l’affettività. All’interno del villaggio si vedono spesso umiliazioni o partner che sminuiscono l’altro; comprendere questi meccanismi aiuta le persone a riconoscerli anche nella realtà, tra amici o sul lavoro. Questo aiuta Temptation Island ad acquisire una chiave di lettura molto più profonda ed educativa.

Numeri da capogiro e server in fiamme

Il boom inaspettato al debutto stagionale dell’applicazione, la gestione della community e il format del “divanetto”.

D: L’applicazione ha registrato fin da subito dati di crescita pazzeschi. Vi aspettavate un riscontro simile da parte degli utenti?

R: Sinceramente no, per noi raggiungere i 10.000 iscritti sarebbe già stato un successo. Invece, partendo un mese prima della messa in onda con una promozione totalmente organica e senza agenzie di marketing, abbiamo registrato una crescita costante di 3.000-5.000 utenti al giorno. Il giorno del debutto televisivo, il 24 giugno, abbiamo avuto un picco di 40.000 nuovi download in sole 24 ore, raggiungendo un totale di oltre 125.000 utenti. Durante la puntata di Temptation Island i nostri server sono letteralmente esplosi per la mole di traffico, costringendoci a gestire migliaia di email di utenti che volevano entrare per giocare. Attualmente registriamo circa 40.000 accessi quotidiani anche nei giorni in cui non c’è la puntata.

D: Oltre all’applicazione, avete creato anche dei format paralleli come “il divanetto del confronto”. Di cosa si tratta?

R: Volevamo portare l’esperienza oltre lo schermo dello smartphone e creare una community reale. Abbiamo invitato degli utenti comuni, selezionati a caso, a commentare le vicende di Temptation Island davanti a un aperitivo. In un’occasione abbiamo ospitato anche il fratello e la sorella di due partecipanti storici, Alessandra e Rosario, per farci raccontare chi fossero davvero questi ragazzi nella vita di tutti i giorni, al di là del montaggio televisivo. Questo ci permette di umanizzare i protagonisti del reality, mantenendo però il massimo rispetto per lo show e senza fare alcun tipo di spoiler sulle registrazioni.

Monetizzazione, il rapporto con la produzione e i piani per il futuro

La trasparenza aziendale sugli sponsor commerciali e l’obiettivo di scalare il fanta-game su altri reality di punta.

D: Come funziona il vostro modello di business? Siete già riusciti a monetizzare questo enorme flusso di utenti?

R: Sì, abbiamo una società e operiamo con la massima trasparenza. Quest’anno abbiamo monetizzato integrando all’interno dell’applicazione degli spazi pubblicitari per brand mirati che vogliono raggiungere una fascia d’età giovane e attiva. Abbiamo sviluppato quiz sponsorizzati che inviano notifiche push direttamente sui telefoni degli utenti e collaboriamo con realtà locali. Ad esempio, uno dei nostri sponsor è un lido di Napoli che organizza proiezioni collettive di Temptation Island sulla spiaggia. Cerchiamo comunque di mantenere un limite rigido per evitare che l’applicazione diventi una mera vetrina pubblicitaria invasiva.

D: Avete avuto contatti o riscontri formali da parte della Fascino o della redazione di Maria De Filippi che produce lo show?

R: Contatti diretti “one-to-one” o diffide legali non ne abbiamo ricevuti. Per vie trasversali sappiamo che chi lavora alla produzione è a conoscenza del nostro progetto ma per il momento osserva da lontano. Credo sia normale che grandi aziende vogliano prima studiare l’efficacia di questi progetti. D’altronde, i fanta-game fanno un’ottima pubblicità gratuita alla televisione: se la puntata di Temptation Island va in onda una volta a settimana, grazie alla nostra app gli utenti ne continuano a parlare per tutti i sette giorni successivi. Il nostro obiettivo è affiancarci al programma originale, stimolando la partecipazione e chissà, magari un giorno, entrando ufficialmente a far parte della trasmissione come accaduto per il FantaSanremo.