Michele Boldrin: “Voglio che la politica cambi la direzione del paese”

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Redazione

Le proposte di “Ora!”: Michele Boldrin e il partito estremo centro

Michele Boldrin, economista e professore universitario, guida da segretario il nuovo partito “ORA!“, che si definisce di estremo centro. Nato dall’associazione “Movimento Drin Drin“, il progetto mira a risvegliare la parte di Italia “anestetizzata” che non vota, proponendo riforme strutturali radicali per affrontare i problemi di fondo del Paese. Michele Boldrin spiega l’urgenza di non limitarsi a giochetti elettorali e di affrontare temi come scuola, pensioni e politica estera.

D: Perché ha deciso di lanciare – insieme ad Alberto Forchielli – un nuovo partito, ORA!, definendolo di “estremo centro”?

R: Dopo una lunga riflessione, ho maturato la convinzione che l’azione collettiva, partendo dalla società civile, possa ancora cambiare la direzione del Paese. L’Italia è anestetizzata e le elezioni regionali lo riflettono: una grande maggioranza o non vota o pensa che non ci sia speranza. Il partito “ORA!” nasce per capire cosa vuole quel 50% che non vota. Ci definiamo di estremo centro perché rifiutiamo la retorica destra-sinistra e non abbiamo paura di sostenere tesi impopolari.

D: In che modo Ora! si differenzia da altre esperienze di centro come Azione o Italia Viva?

R: L’ossessione italiana è normare e intervenire continuamente con provvedimenti-giochetti (come i bonus o gli aggiustamenti fiscali) che non fanno crescere il Prodotto Interno Lordo. Noi abbiamo il coraggio di andare alla radice dei problemi veri, una cosa che è mancata al centro. Se non fai crescita, la coperta rimane corta. Per quanto riguarda le alleanze, con Calenda è forse possibile lavorare, a patto che voglia giocare alla pari, mentre altri sembrano concentrati su giochi personali o posizioni troppo ideologiche.

D: Quali sono i nodi strutturali che secondo lei l’Italia deve affrontare immediatamente?

R: Il primo è la scuola e l’università. Non è vero che abbiamo il sistema scolastico migliore: costringe a scegliere la vita a 13 anni, separa precocemente tra chi va al classico/scientifico e chi al professionale e insegna cose spesso noiose e inutili per il mondo moderno. Risultato: abbandoni altissimi e la più bassa formazione universitaria in Europa. Il secondo è il sistema delle pensioni, che sta massacrando la gente che lavora.

D: Affrontare il tema delle pensioni è sempre impopolare..

R: Dobbiamo essere realistici: il Paese non è più ricco e non cresce. Non è vero che i pensionati sono poveri per nostra cattiveria; molti ricevono pensioni basse perché non hanno mai contribuito a sufficienza. Invece di lamentarci e fare assistenzialismo, dobbiamo dire la verità: la gente che lavora prende ancora meno. Questa concezione infantile della politica, che pretende tutto gratis e attacca chi vende corsi per autosostenersi, è una delle tragedie italiane che la retorica populista alimenta.

D: Qual è la posizione di ORA! sui conflitti internazionali, come l’Ucraina e il Medio Oriente?

R: Abbiamo una posizione pre-politica basata sulla difesa della democrazia e dei diritti umani. Sosteniamo la necessità di difendere l’Ucraina perché la sua libertà è cruciale per la sicurezza dell’Europa. Allo stesso tempo, riconosciamo la tragedia immane dei palestinesi che sono milioni di esseri umani privati di terra e vita. Rifiutiamo la posizione ideologica di chi urla “viva Hamas” o chi dice che “Netanyahu è il nostro eroe”. L’Europa è fottuta e divisa su questi temi, e non utilizza le sue enormi risorse per armarsi e avere una politica estera comune.