Filippo Terzani: “Al Serial Killer Museum si guarda in faccia il pericolo, perché il nostro è un museo criminologico, non una horror house”

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Redazione

Dietro le storie nere: perché il Serial Killer Museum affascina? Intervista a Filippo Terzani

Il Serial Killer Museum raddoppia in Italia, con l’apertura a Torino dopo il successo di Firenze. Ma cosa spinge il pubblico a confrontarsi con le storie degli assassini più efferati della storia? Ne parliamo con Filippo Terzani, referente del Museo, per capire il fascino del true crime e l’etica dietro la narrazione di queste oscure vicende.

D: Che cosa significa gestire il Serial Killer Museum in Italia, e quanto è forte la passione italiana per il true crime?

R: È un impegno significativo. Innanzitutto, è importante sapere che l’Italia è il secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti per numero di assassini seriali. Questo dato da solo spiega il forte interesse. I popoli latini, in generale, hanno un rapporto passionale e, in un certo senso, esoterico con la morte, il che si riflette nell’attrazione per queste tematiche. L’interesse è fortissimo, come dimostrano le numerose serie TV e i podcast sul tema.

D: Perché il pubblico è così attratto dalle storie dei serial killer? È voyeurismo, curiosità o qualcosa di più profondo?

R: Credo sia un modo per esorcizzare le nostre paure. È come voler conoscere ciò che ci spaventa. Si tende a guardare il vuoto se si ha paura di caderci. È una forma di curiosità morbosa, ma anche di bisogno di capire e affrontare il pericolo. È un interesse che, nel tempo, abbiamo notato essere cresciuto esponenzialmente.

D: Un visitatore cosa trova all’interno del Serial Killer Museum? È una horror house?

R: Assolutamente no, è un museo criminologico. Offriamo un percorso di 10-11 punti con ricostruzioni scenografiche fedeli delle scene del crimine, basate su documenti e fotografie storiche. Il visitatore è guidato da un’audioguida di circa 50 minuti, che funge da podcast scenografico, che spiega la psicologia e i fatti, permettendo di comprendere il fenomeno senza cadere nello splatter. Vietiamo l’ingresso ai minori di 14 anni non accompagnati.

D: Qual è il caso che ha creato più impatto o incomprensibilità tra i visitatori?

R: Un caso che ha sempre creato grande disagio e svenimenti (soprattutto nel 2006, quando il pubblico non era ancora abituato) è la storia di Albert Fish, il “Vampiro di Brooklyn”. Si trattava di crimini contro i bambini con patologie talmente estreme da rendere difficile persino la narrazione, richiedendo un’estrema delicatezza nell’audioguida.

D: Esiste un identikit del visitatore tipo del Serial Killer Museum?

R: Certo. Possiamo dire che sette clienti su dieci sono donne. Questo riflette quanto il tema sia più sentito dal pubblico femminile, che cerca di capire la psicologia dietro a questi crimini, anche perché, purtroppo, le donne sono il 90% delle vittime di serial killer. È un modo per guardare in faccia il pericolo.

D: C’è un business, al di là delle serie TV, che ruota attorno ai serial killer?

R: Sì, esiste un mercato del collezionismo morboso, dove vengono venduti cimeli o dipinti fatti dagli assassini, talvolta a cifre esorbitanti. Il nostro business, come museo, è creare esposizioni interessanti. Per quanto riguarda gli oggetti macabri, per nostra etica, preferiamo concentrarci sulla ricostruzione fedele e sull’informazione.

D: Quanto influiscono le serie TV e i true crime sul vostro lavoro?

R: Le serie TV hanno creato un’enorme spinta, facendo esplodere l’interesse che già esisteva. Il pubblico di oggi è molto più preparato e informato; anzi, i visitatori spesso cercano al museo la conferma delle conoscenze che hanno acquisito dalle piattaforme streaming. La sfida è mantenere l’asticella alta, garantendo sempre un buon equilibrio tra il racconto crudo e la necessaria delicatezza criminologica.

D: Ci sono prospettive future per un terzo Serial Killer Museum in Italia o in Europa?

R: Stiamo lavorando attivamente su questo. Abbiamo già due produzioni pronte e molto probabilmente apriremo un altro museo in Italia, seguito da uno in Europa, forse la prossima primavera.

D: Cosa è previsto per Halloween, il 31 ottobre?

R: Terremo aperti entrambi i musei, a Firenze e Torino.